lunedì 19 settembre 2016

"Colazione da Darcy" di Ali McNamara





Questo libro si è rivelato perfetto per una pausa rilassante dopo la lettura di Dostoevskij. Il clima quasi autunnale ci ha messo del suo per ricreare le meravigliose atmosfere d'Irlanda e la storia è risultata così coinvolgente da rimanermi appiccicata addosso durante tutta la lettura.

La protagonista del libro è Darcy, una ragazza londinese con un lavoro insoddisfacente per una rivista di beauty e salute. E fin qui siamo alle solite ;)
La vita prosegue noiosa e identica tra servizi sugli ultimi ritrovati di bellezza, falsi sorrisi, aperitivi in posti fashion su tacchi scomodi e debiti da pagare per fingere uno stile di vita lontano dalle proprie possibilità.
Tutto cambia quando la notizia della morte di una zia molto amata durante l'infanzia e poi lasciata a se stessa una volta trovato un lavoro a Londra, la riporta in Irlanda.
La lettura del testamento della zia si rivela una grandissima sorpresa. Darcy ha la possibilità di estinguere i suoi debiti ma, soprattutto, quella di diventare proprietaria di un'isola.
Troppo bello eh?
Esatto!
Esiste infatti un vincolo molto preciso da rispettare per poter ottenere l'isola e il denaro: rendere l'isola di nuovo abitabile e passarci un anno insieme ad un gruppo minimo di quindici persone che vadano a costruire una comunità armoniosa e dedita alla cura di un luogo così speciale ed incontaminato.
Darcy è assalita dal rimorso per aver abbandonato la zia, dai dubbi ma anche dalla voglia, nascosta in fondo al cuore, di un radicale cambiamento.
L'occasione di vedere Tara, si presenta al momento di spargere le ceneri della zia. Darcy approda in un luogo selvaggio e pieno di energia, un luogo che fa riaffiorare i ricordi dell'infanzia e che l'aiuta a prendere una decisione.
Sfida accettata.
Iniziano così i progetti e i lavori per rendere abitabile l'isola, insieme ai colloqui per scegliere con cura i suoi abitanti. Niall, il giovane avvocato incaricato della lettura del testamento e Dermont, un uomo che si occupa di ristrutturazioni e costruzioni, accompagnano Darcy in questa avventura, prima come semplici tecnici e poi come un gruppo affiatato, anche se spesso litigioso, di compagni ed amici.

Questo è l'inizio di un'avventura che tiene incollati al libro dalla prima all'ultima pagina.
Se siete stati in Irlanda, potrete ritrovarne profumi e colori, se non ci siete mai stati ve ne innamorerete, come la protagonista.
Darcy cambierà molto nel corso dell'anno a Tara, all'inizio vi risulterà un po' fastidiosa ma è destinata a cambiare la sua vita e quella di molti altri. Tara farà emergere il lato migliore ma metterà in luce anche gli angoli più oscuri dei suoi abitanti.
Un viaggio del corpo, dell'anima e del cuore.


Piacevole,
senza essere mieloso.





giovedì 15 settembre 2016

"L'eterno marito" di Fëdor Dostoevskij






Secondo lui l'essenza di siffatti mariti stava nell'essere, per così dire, "eterni mariti" o, per dir meglio, nell'essere in vita loro soltanto mariti e nulla più.
"Un tal uomo nasce e si sviluppa unicamente per prender moglie e, ammogliatosi, immediatamente si trasforma in un accessorio della moglie, perfin nel caso in cui gli accadesse di avere un suo proprio, incontestabile carattere.
Principale connotato di tale marito è il noto ornamento.
Non essere cornuto egli non può, esattamente come il sole non può non risplendere; ma egli di questo non soltanto non sa mai nulla, ma non può nemmeno mai venire a sapere per le leggi stesse della natura."



Chi ha letto Dostoevskij puo' comprendere quanto sia faticoso scrivere una "recensione" degna dei suoi romanzi. La verità è che qualsiasi cosa legga di questo autore mi crea un turbamento ed una confusione così forti d'aver bisogno di interi giorni per sedimentare.
Anni e anni fa ho lottato un'intera estate con un'edizione di "Delitto e castigo" scritta in caratteri microscopici e divisa in due volumi, nonostante la fatica per tenere il passo con la narrazione l'ho portato a termine e amato profondamente, sono però consapevole di necessitare una rilettura con alle spalle un numero maggiore di volumi dell'autore e la magnifica biografia scritta da sua moglie Anna alla quale attingo per aggiungere dettagli durante la lettura. "Dostoevskij mio marito" è un testo che consiglio a chiunque per ridimensionare l'immagine austera che si ha dell'uomo nascosto dietro ai capolavori. 






"L'eterno marito" è la strana storia del rinnovato rapporto tra un marito tradito e l'amante della sua defunta moglie. Il tutto si svolge nel giro di pochi giorni ma, come accade spesso con la narrazione di Dostoevskij, il tempo si dilata in un turbinio di fatti e misfatti.
Il protagonista ci trascina in un viaggio onirico, delirante e un po' folle fatto di sospetti e ipocondriache convinzioni, inganni, tentati omicidi e giuramenti di eterna amicizia e fedeltà.
Il marito conosce la verità sull'amante? Quell'amante che si fa beffa di lui e allo stesso tempo teme fortemente per la propria incolumità, può davvero dormire sonni tranquilli sotto lo stesso tetto di chi è stato tradito e beffeggiato?

Il finale è magnifico.
Spiazzante, travolgente e divertente nella maniera che solo Dostoevskij sa portare avanti e architettare.
Un gioco di luci e ombre che si dipana pian piano fino ad una conclusione memorabile.




martedì 6 settembre 2016

"Tinder" di Sally Gardner & David Roberts





"Sai come la chiamava suo padre, il duca, da bambina?
Tinder, perchè si infiammava 
come lo stoppaccio per accendere il fuoco."





Questa è una fiaba tributo alla più famosa "L'acciarino magico" di Hans Christian Andersen. 
Una versione che pare un sogno, un viaggio onirico tra fantasia e realtà.

L'autrice mantiene i tratti principali della storia originale, arricchendola di particolari affascinanti e un po' creepy, supportata dalle atmosfere inquietanti e ammaliatrici dei disegni che accompagnano la narrazione.





Il nostro protagonista è un giovane soldato scampato alla morte venuta a chiedergli tributo e tratto in salvo da uno strano personaggio che gli fa dono di un paio di stivali per fuggire e di un sacchetto di dadi per scegliere di volta in volta la direzione da prendere. Lo lascia anche con una profezia.

Inizia così il vagabondare di Otto e le mille avventure per ritrovare l'amore e fuggire da continui pericoli. 




La fortuna e la sfortuna saranno sue compagne e spesso una si muterà nell'altra o per essa si spaccerà traendo in inganno il giovane innamorato. I sogni e la realtà si fonderanno, confondendo Otto ed il lettore, trasportando entrambi in onirici viaggi tra la vita e la morte, la realtà e la follia, l'amore e la perdita di ogni speranza.





Una fiaba cupa e affascinante.
Un viaggio senza ritorno.

Inquietantemente splendida.


giovedì 1 settembre 2016

"Scrivere è un metsiere pericoloso" di Alice Basso





Vani Sarca crea dipendenza. Ebbene sì. 
Questo è uno di quei libri che una volta chiusa l'ultima pagina, ti lasciano strascichi di malinconia e voglia di saperne di più, saggiarne ancora le atmosfere e le voci ormai familiari dei personaggi.

Un secondo capitolo migliore del primo.
Un'indagine affascinante, piena di inattesi risvolti.
Una Vani che all'inizio mi è risultata un po' artefatta ed irritante, proprio nelle primissime pagine, come se la voce non fosse più la sua, una snob al contrario, incapace di approcciarsi ad ambienti più elevati del suo senza quella repulsione mista ad una malcelata invidia che mi han fatta allarmare, che fine aveva fatto la vena ironica, di rifiuto magari verso certi stili di vita, ma di sicuro non quella che emergeva dalle parole della protagonista!?

"Sarei anche stufa di frequentare ricconi, in verità. Già per il mio ultimo incarico me n'è toccata una [....]
E' vero che i Giay Marin non dovrebbero rispondere al clichè degli stilisti eccentrici che nuotano nello sfarzo, considerato tutto il parlare che se ne fa in termini, più che altro, di "bravi artigiani legati alla tradizione" ecc ecc; però, in qualsiasi modo ci siano arrivati, la sostanza non cambia: è gente che starnutisce soldi.
E gli ambienti di questa gente mi fanno fondamentalmente prudere le nocche.
Quando vedo del marmo sento subito la mancanza di piastrelle sbeccate e intonaco annerito dal termosifone, e nei rarissimi momenti in cui mi viene voglia di eleganza mi basta leggere qualche pagina di di Kazuo Ishiguro per essere a posto per settimane, grazie."

Il passaggio delle piastrelle sbeccate e del nero lasciato dal calorifero mi ha lasciata a bocca aperta.
Vani? Sei seria??
Una persona intelligente come te dovrebbe saper apprezzare il bello, vederlo e comprenderlo oltre pregiudizi assurdi legati alle classi sociali. Ma per favore!?
Non ha senso e stride, stride maledettamente, perchè è un insulto all'intelligenza di chi legge, oltre a quella della protagonista. La prendiamo come una provocazione esagerata dovuta ad un attimo di invidia e rosicamento, succede anche ai migliori, ma che bruttura!

Per fortuna questo attimo di orrore ha vita breve ed eccola di nuovo. 
In tutta la sua onesta e piacevolmente ironica arguzia.
Berganza l'accompagna in una bellissima indagine tra i segreti di una delle famiglie più ricche e famose di Torino, la guida tra i piatti della tradizione, in un'atmosfera intima e calda, in contrasto all'inverno torinese, umido di nebbia e pioggia. Vani scopre una nuova parte di sé. Le viene donata la possibilità di essere, per una sera almeno, femminile e corteggiata, la regina della festa. 
Una regina di cuori, si rivelerà alla fine, lasciandoci il desiderio fortissimo di sapere come andrà a finire questa battaglia.
Io ho già il mio preferito, ma sarebbe davvero troppo svelare di più su un finale così scoppiettante.  






Se avete già letto "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" affrettatevi a leggere questo secondo libro, se è la prima volta che sentite nominare Vani, rimediate subito!


Godibilissimo.




domenica 21 agosto 2016

"Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith







E' davvero sfortunato colui la cui notorietà
mette in piazza le sue sventure.

Lucio Accio, Telephus





Lula Landry, modella bellissima e richiestissima, dalla perfetta pelle d'ebano, precipita dal balcone della sua lussuosa dimora di Myfair in una fredda notte di neve. I paparazzi l'hanno seguita per un intera giornata ma al momento del volo nessuno è testimone della scena. Una vicina dice di aver sentito un litigio ma non ci sono prove di una presenza in casa della ragazza e il caso viene archiviato come suicidio.
Il fratello della giovane è però convinto che si tratti di un omicidio e si rivolge ad un vecchio amico del fratello maggiore per intraprendere un'indagine privata, parallela a quella senza risultati svolta dalla polizia londinese.
I riflettori non si sono ancora spenti sulla morte di Lula e Cormoran Strike entrerà in un mondo scintillante e controverso tra aspiranti star e ricche famiglie di antico lignaggio pronte a tutto per mantenere un segreto o per accedere alle luci della ribalta.






Il richiamo del cuculo è un piccolo capolavoro.
Io non sono una divoratrice di gialli, amo dal profondo l'arguzia di Agatha Christie e ho apprezzato pochi altri ma senza la stessa ammirazione mista a stupore che ancora permane a fine lettura.
Questo libro mi ha spiazzata.
Ricco di descrizioni, tratteggia personaggi indimenticabili, primo tra tutti il protagonista, il burbero Cormoran Strike, investigatore privato dallo strano passato e dall'empatica intelligenza.
Una Londra tutta da gustare tra passeggiate e locali alla moda, pub e parchi, fa da sfondo ad un giallo che si snoda e srotola pian piano sotto gli occhi stupiti del lettore.
Non ci sono colpi di scena da prestigiatore ma accurati tasselli che compongono un puzzle dalle mille sfaccettature. E' impossibile non rimanere incantati e completamente assorti nella ricerca del colpevole.



JK Rowling si rivela una grande scrittrice anche lontana dalle mura di Hogwarts. Un giallo meraviglioso.




venerdì 5 agosto 2016

"La medaglia del rovescio" di Tiziana Calabrò





Quando ho aperto il blog, quattro anni fa, non pensavo che questo mondo così effimero e mutevole potesse creare conmessioni e legami più forti di un momentaneo like di apprezzamento. La Medaglia del Rovescio e Tizianeda, meravigliosa narratrice, mi hanno accolta in un luogo tanto distante quanto familiare. Io nei 90mq della terra capovolta mi son sentita subito a casa. 
Tizianeda è come un'amica di penna, di quelle che avevamo noi bambine nate nell'era in cui avere la carta da lettere più bella e magari profumata, ci rendeva le amiche di penna più desiderate del reame. Ma non perdiamo il filo.
Si puo' creare un legame a così tanta distanza? Credo di si, e questo attimo di scrittura orgogliosa ed emozionata ne è la prova.

Ho amato il blog e i suoi abitanti fin dal primo incontro e questo libro, centellinato durante viaggi su treni in ritardo e soppressi per ammodernamenti estivi, è la prova di una grandissima empatia e capacità di leggere nei cuori delle persone amate. Qua e là ho versato copiose lacrime tra pendolari allucinati e curiosi, ho alzato un po' il libro, per destare interesse nelle menti assonnate del primo treno.

Ho amato scoprire che A e D hanno dei nomi belli e pieni di storia, ho immaginato gli occhi di lui e l'energia di lei. Ho cercato lo Sposo Errante tra gli uomini in completo del primo treno. Ho assaporato i piatti della memoria e del cuore. Mi sono immersa nelle vite delle amate nonne, ripensando alle mie che ancora posso abbracciare strette strette e mi sembrano ogni volta più piccine.

Ho apprezzato tutto di questa storia che racchiude vite vere ed emozioni fortissime. Ho amato ogni parola che lieve lieve mi si è posata sul cuore.






È impossibile rimanere distaccati leggendo La Medaglia del Rovescio. La vita fluisce in tutta la sua potenza contraddittoria ed affascinante. Tizianeda è una guida meravigliosa tra le stanze della sua casa e quelle dei cuori di chi vive nella città sbilenca.

Grazie.

Ho riso come una matta immaginandovi correre sotto la pioggia verso la scuola o a fare il moonwalk davanti alle maestre. Ho pianto e riflettuto su temi importanti e dettagli piccolissimi. Per fortuna questa magia non finisce alla chiusura del libro ma continua sul blog. Se non conoscete ancora Tizianeda, andate a scoprirla.





martedì 2 agosto 2016

"Lo scultore" di Scott McCloud





Una graphic novel di grande impatto.
Coinvolgente, tiene il lettore incollato alle pagine fino alla fine.

La storia è quella di uno scultore caduto in disgrazia che fa un patto con la morte per assicurarsi l'eterno ricordo della critica.

Ha duecento giorni per ritrovare l'ispirazione e creare qualcosa di indimenticabile.

Quello di cui però non tiene conto sono gli imprevisti della vita, sia brutti che bellissimi ed emozionanti. Lo sconvolgeranno l'amore, l'amicizia, lo sconforto e la confusione. Il dubbio l'assalirà ma la morte non fa sconti e i giorni rotoleranno via veloci...







Una lettura che lascia uno strascico di inquietudine e riallinea i pensieri sulle cose davvero importanti della vita.






Trovate qui sotto la mia video recensione sfogliata :)






Che ne pensate di questo volume?
L'avete già letto?
Lo trovate interessante?


Buona lettura :)