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"Sopravvivere e vivere" Denise Epstein






A questo libro di Denise Epstein mi hanno condotta altri libri e la conoscenza di una storia, quella della sua famiglia, che mi ha profondamente toccata.
Ho sempre apprezzato i libri di Irene Nemirovsky, ho iniziato a leggerli senza sospettare minimanete quel che potevano celare. Solo con la lettura del libro di Elisabeth Gille ho potuto capire veramente quali fossero stati i passi, che han condotto alla prematura fine dell'autrice. Il libro di Denise ha, in qualche modo, chiuso il cerchio. Resta la speranza di poter leggere, un giorno, anche gli altri due libri di Elisabeth, non ancora tradotti in italiano. 






La conversazione contenuta in questo piccolo libro dalla copertina ruvida ti lascia senza fiato ma, allo stesso tempo, ti riempie di voglia di lottare, di conoscere e capire. E ti commuove profondamente.


Denise Epstein 18 dicembre 2009 presso l'Università di Mirail davanti al  Memoriale a Irene Nemirovsky - città di Tolosa



Denise, ripete più volte di non cercare la compassione della gente, questa donna, figlia, madre ci porta una testimonianza. Ci insegna l'importanza della memoria, per non commettere gli stessi errori, per perdonare se stessa di esser sopravvissuta alla talentuosa madre e per dare nuova vita e nuove speranze a se stessa e al mondo, con i propri figli e nipoti.



"Denise sopravvive, vive - lavora per la memoria, si spoglia affinchè i suoi ricordi, tanto difficili da raccontare quanto da tacere, non siano inutili. In ebraico Shoah significa "disastro", ma la radice della parola è anche la stessa di "ciò che è vano".
Una "parola opaca" come dice il regista e scrittore Claude Lanzmann. Denise ha donato tutto quello che la sua opaca memoria le ha lasciato - tutto, tranne i vezzeggiativi con cui la chiamava sua madre, e che restano probabilmente l'unica strada che conduce ad un paese sempre presente, e inaccessibile non meno del cielo: quello, forse, dell'Uccellino azzurro."
[Clemence Boulouque]




La valigia di Irene Nemirovsky, affidata a Denise, alla partenza del padre per il campo di sterminio.
Conteneva ricordi, fotografie e il quaderno con la bozza di "Suite Francese".



"All'inizio c'era la scelta della stilografica... 
Ricordo benissimo mamma seduta nella grande poltrona verde, mentre scriveva con la sua famosa stilografica Bel Azur e il suo inchiostro preferito, "azzurro Mari del Sud".
Riusciva a scrivere solo con quell'inchiostro!
Ho saputo dai suoi biografi, Oliver Philipponnat e Patrick Lienhardt, che in un primo tempo scriveva con un inchiostro nero - agli esordi, ma anche negli ultimi tempi, quando nel paesino di Issy-l'Eveque non poteva più procurarsi il famoso "azzurro Mari del Sud".
Era mio padre che le regalava le stilografiche, e ciascuna aveva il suo nome.
Ho ritrovato due bigliettini di papà che accompagnavano le stilografiche, e in quel momento ho rivisto la Bel Azur. In uno degli ultimi messaggi spediti dalla gendarmeria nel luglio del 1942 mamma chiedeva di mandarle una stilografica. Purtroppo non ne ho ritrovata nessuna. 
L'unica traccia rimasta è il suo ultimo lavoro, il manoscritto di "Suite Francese", in cui ha usato l'inchiostro "azzurro Mari del Sud".




Il quaderno di "Suite francese" nell'inchiostro preferito da Irene Nemirovsky, "Azzurro Mari del Sud".
[Irène Némirovsky Archive/IMEC ]




"A vederla, si intuisce quella tredicenne con la sua valigia troppo pesante, la guerra che ancora si porta dentro, nei polmoni malandati, e la crescita precocemente interrotta -le privazioni nuocciono allo sviluppo dei bambini. Da allora, la valigia ha attraversato un oceano, per una mostra su Irene Nemirovsky a New York.
La valigia ha compiuto il percorso che forse avrebbe dovuto fare la famiglia per mettersi in salvo."
[Clemence Boulouque]




Nessuno di noi puo' davvero comprendere cosa hanno passato e provato le persone coinvolte in storie analoghe a quella di Denise. Quello che ognuno di noi puo' fare è informarsi, ascoltare le testimonianze e non chiudere gli occhi davanti a ingiustizie e soprusi. Solo in questo modo, nel nostro quotidiano e su scala più grande, protremo evitare che fatti come quelli narrati capitino di nuovo.



Irene Nemirovsky e la figlia Denise




Letture consigliate:

Intervista di Marina Gersony a Denise Epstein (Dic '09) qui

Il ricordo di Cinzia Bigliosi (Apr '13) qui

Post riguardanti Irene Nemirovsky su ParoleInPentola

Post riguardanti Elisabeth Gille, sorella di Denise, sempre su ParoleInPentola





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