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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Caos Creativo?

Domenica mattina.
Caffè americano in una grande tazza bianca.
Pc aperto sulla pagina del blog.

L'immagine perfetta!
Mancano solo, la luce soffusa di una giornata parigina (londinese/milanese/newyorchese), che entra da una finestra adornata da fiori o piccoli decori cheap&chic e una scrivania ordinatissima.
Ecco. Qui potrebbero sorgere dei problemi.
Luce a parte.
Parole in Pentola nasce nel caos.
L'autrice. Io.
Sta seduta con le gambe incrociate su una vecchia sedia cigolante.
La stessa da quando ho iniziato ad andare a scuola in prima elementare.
Addosso un pigiama pieno di disegnini e un megamaglione superlanoso.
Intorno. Il caos.
Si. La mia scrivania è un brodo primordiale di ritagli, giornali, libri, quaderni, fogli pieni di appunti.
Il tutto contornato da matite, penne e cancelleria coloratissima.
Fotografie appese con le mollette e i vestiti della sera prima abbandonati su una pila traballante.
Un giorno, forse, troverò il coraggio di postare una foto di questo angol…

"Un polpo alla gola" di zerocalcare

Quante volte quella sensazione di soffocamento ci ha costretti a respirare più a fondo?
Quante volte abbiamo scoperto la semplicità di liberarcene?
Il sollievo.
La gioia.
Il perdono.


Tre amici.
Un segreto. Due. Tre.
Ognuno ha il suo.


Le vite degli altri sembrano così semplici,
perché non sappiamo cosa custodiscono nel cuore.





Ode al coraggio.
All'amicizia.
Alla capacità di perdonare e perdonarsi.




Sicilia. Noto.

Barocco.
Animato da personaggi grotteschi e mitologici.
Grifoni. Sirene. Putti. Leoni.
Protesi verso i passanti.
Custodi di una dimora antica.
Lungo una via in salita.




Sicilia. Noto.

Noto è barocca.
Calda di luce dorata.
Popolata da personaggi fantastici.
Verde di giardini segreti.


Giornata contro la violenza sulle donne

Le mie scarpe rosse.
In cammino.
Ogni giorno.
Contro la violenza.








Camilla





"Muchachas 2" di Katherine Pancol

Lascia passare un bus, poi un altro. Doveva camminare. Non avrebbe trovato la parola esatta stratta contro altri passeggeri nell'M1 o nell'M2,  aveva bisogno di spazio. Non si trova nulla in mezzo alla calca. Si trova soltanto nel movimento che trasporta, fa nascere parole,  suoni che vi sopraffanno di emozione.




L'amore.
Qualcuno lo scopre all'improvviso.
Qualcuno pensa che non lo troverà mai.
Qualcuno che durerà per sempre.
Qualcuno non l'ha ancora incontrato.
Qualcuno pensa di non meritarlo.

Vite. Storie. Città.
Un filo invisibile.
Cuori.
Speranze.
Desideri.



Gary è al suo debutto accanto alla violinista Calypso.
Hortense sta per lanciare la sua collezione di moda, sotto l'occhio esperto di Elena.
Josephine fugge e viene inseguita.
Zoè non riconosce più il ragazzo che le dorme accanto.
Shirley prende, lascia, fugge e ingarbuglia tutto.
Calypso sogna e ama profondamente.
Ulysse nasconde un segreto.
Rosina sopporta.

Vite.
Meravigliose e complicate.
Cuori.
Spezzati. In…

Samovar e foglie di Tè da "Mirador. Irene Nemirovsky, mia madre."

"Quando cerco di immaginarmi la mia prima infanzia, mi rivedo seduta su un seggiolone nella cucina annerita e piena di fumo in cui aleggiano gli effluvi di cavoli. All'estremità del lungo tavolo, la mia njanja discorre in una lingua incomprensibile con un uomo barbuto che indossa un camiciotto con la cinta di cuoio, forse il marito, venuto a trovarla.  Il fuoco borbotta. Padelle e pentole sono appese ai ganci. Alcune reste di cipolle sono fissate al muro. Il samovar emette un gorgoglio profondo."


[Foto: Goulven Le Bahers]


La parola samovar nasce dall’unione di due termini russi: sam=da solo e varit’=bollire: significa “bolle da solo“, “autobollitore”. Sono oggetti affascinanti, arredano con gusto, sono maestosi e rappresentano un modo di preparare e gustare il tè molto diverso dal nostro.


 La Russia scoprì il tè nel 1638, quando lo zar Michele III ne ricevette 64 kg dall’ambasciatore Vassili Starkov come dono di un principe mongolo. Presto la bevanda si diffuse in tutto il Pa…

"Muchachas" di Katherine Pancol

Ho amato profondamente la serie di Katherine Pancol iniziata con "Gli occhi gialli dei coccodrilli".
Quando ho letto il risvolto di copertina di "Muchachas", ritrovando Josephine, Hortense, Zoè, Gary e tutti gli altri, ho provato un brivido di gioia. Un calore familiare.
Ho pensato: sono tornati.

Il libro è bello.
La scrittura sempre la stessa.
I personaggi hanno mantenuto il loro carattere e le loro manie.
Sono invecchiati o cresciuti ma sotto sotto nulla è cambiato.
Josephine sta ancora con Philippe. Studia, tiene conferenze e viaggia su e giù per la Francia.
Zoé è diventata una bella ragazza, non è più la bambina cicciotella che avevamo lasciato, ha la passione per la letteratura e un grande amore.
Hortense e Gary rincorrono i propri sogni nella Grande Mela.
Shirley sta ancora cercando il suo posto nel mondo.

Ci sono nuove vite nelle quali immergersi.
Passato, presente e futuro si intrecciano.
I fili si annodano e si snodano tra continenti, pensieri e persone.

Cavolo agropiccante da "Vita e Passione di un Gastronomo Cinese" L.W.

"Per il pasto di mezzogiorno Zhu Zye e i suoi compagni consideravano di primaria importanza i sapori e dicevano, per usare le loro stesse parole, di volersi "nutrire di sapori". Perciò, durante il pasto, bevevano al massimo qualche bicchiere di vino caldo, mentre non toccavano neppure una goccia di superalcolici.

Credevano infatti che, dopo aver bevuto un liquore troppo forte, il palato si bruciasse, la lingua rimanesse come anestetizzata e il senso del gusto finisse per ottundersi: in questo modo era impossibile distinguere le diverse sfumature dei sapori!

Ma la sera erano pronti a bere alcool a volontà e, dopo la sbronza potevano abbandonarsi a un bel sonno.
Ecco perchè bisognava andare nelle osterie: per evitare le amarezze dell'insonnia! 
Nelle osterie di Suzhou si poteva ordinare vino ma non carne e verdura, al massimo si trovava qualche piatto di formaggio di soia secco, fagioli croccanti pepati e cavoli agro-piccanti."





CAVOLO AGROPICCANTE da lacucinacinese

25…

"Le affascinanti manie degli altri" di Alexander McCall Smith

Jamie.  Charlie. Grace. Cat. La rivista di Etica Applicata. La gastronomia. Compare volpone. Edimburgo.






Isabel. Sempre a porsi domande. Sempre a dubitare. Sempre a voler fare la cosa giusta. Per gli altri. E lei? Sarà davvero amata? Una buona madre per il piccolo Charlie? Un critico equo nella scelta degli autori da pubblicare? Una zia consapevole dei limiti del proprio intervento nella vita della nipote? Un'amica presente?

In questo libro pochi nodi vengono al pettine. Molti dubbi si insinuano. Isabel mette in discussione se stesa e il proprio mondo. Il proprio legame. Il ruolo di mamma. E moglie. Magari. Un giorno. La propria capacità di giudizio.

La verità però è che ognuno di noi, ama la protagonista proprio per quello che è. Una donna garbata e sincera. Una madre premurosa. Una donna amata e piena d'amore per l'uomo che le sta accanto. Isabel alla fine ne esce rinfrancata. Sa chi è. Sa cosa desidera. Conosce il suo mondo. Jamie. Edimburgo e i suoi abitanti.


E' la …

Irene Nemirovsky e i cappelli da "Sopravvivere e Vivere" D.E.

"Aveva cappelli di ogni foggia! Non so se fosse una sua passione o soltanto la moda. Era anche un obbligo sociale, e poi era pratico: in quel modo mia madre nascondeva i ricci che non riusciva a domare. Spesso del resto cercava di sottrarsi a quell'obbligo, ma la mia balia stava attenta che "la signora Epstein non uscisse mai senza cappello". Dopo essere stata sotto il giogo della governante inglese, mamma era caduta sotto quello della balia, che nella sua premurosa solerzia badava a farla uscire vestita in modo perfetto!"



[Irene Nemirovsky]

[Irene Nemirovsky e la figlia Denise]






["Sopravvivere e Vivere" Denise Epstein]



Ogni donna ha i suoi vezzi.




"La profezia dell'armadillo" di zerocalcare

"Si chiama profezia dell'armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen."




Non avevo mai letto un fumetto di zerocalcare.
Mi è stato passato da mio fratello.
E mi ci son tuffata.

Bè.
Io l'ho letto tutto d'un fiato.
Ho pianto. Parecchio anche.
Ho riso. Tanto. Tantissimo.
E ancora rido quando ripenso al vicino, convinto che l'autore gli pattini sulla testa.
Mi sono rivista in dettagli quotidiani.
C'è la vita vera tra le pagine di zerocalcare.
Un po' paranoica e a tratti melodrammatica.
Ma il personaggio funziona.
E' perfetto nelle sue imperfezioni, scatti d'ira e svariate manie.

E poi c'è una storia sotto.
Una storia di quelle che ti si appiccano addosso.
Soprattutto se quel cambiamento che tanti fingono di non vedere l'hai visto anche tu.
Calcare ha perso un'amica, nel ver…

"Aji de Gallina" da "La cucina degli ingredienti magici" di J. McHenry

"La ricetta è lunga e complicata...
Metto il polload arrostire senza riscaldare il forno, perchè la ricetta non specifica nulla in tal senso. Faccio bollire l'acqua che servirà per le patate e le uova.  Un'altra pentola d'acqua per il riso. Il tempo passa. Un'ora per il pollo, dodici minuti per le uova, le patate devono bollire con la loro buccia, quindi altri quarantacinque minuti per quelle e mezz'ora per il riso. Alcune cose si accavallano.
I profumi si formano e svaniscono, in momenti diversi, mischiandosi.
L'odore crudo e amidaceo del riso che comincia a cuocersi lascia il posto all'ultima esalazione dorata del pollo, col grasso che schizza e s'imbrunisce contro la teglia.
[...]
Il pollo non si è ancora raffreddato abbastanza per sminuzzarlo. Sbuccio le uova, sciacquandole sotto l'acqua fredda per separare il guscio dal bianco liscio e vitreo, che sprigiona il suo odore di zolfo.
Poi passo alle olive, disponendole sul tagliere e colpendole con il lato…

Mi piaci quando sei tu.

Si. Lo so.
Sembra una scemata.
Ma io pensavo fossa la cosa più bella che una persona potesse sentirsi dire.
Niente fronzoli, niente ruoli e niente intermediari.
Tu.
Pregi e difetti.
Pacchetto completo.

Dopo una serata bella.
Una domenica sera di risate e chiacchiere leggere.
Hamburger giganti e musica swing anni '50.

Ci ho messo del tempo a premere invio.
Mi si spegneva lo schermo del telefono.
E io lì. Immobile a fissare quelle poche parole.

Un dono.
Un regalo.
Un buttare il cuore oltre l'ostacolo.

Silenzio.
Silenzio.
Silenzio.

CRAC.




Ci sono persone.
A cui permettiamo di spezzarci il cuore.
Più e più volte.
Altre a cui, dopo uno sgarro, abbiamo sbattuto la porta in faccia.

Il cuore si ripara.
L'ho scoperto anni fa.
Ci mette un po' se si sta lontani e pochissimo se ci si vede.
Basta un sorriso storto e tutto torna a posto.

Perchè a me piace quando sei tu.
Quello che non so è se a te piace quando sono io.
Io che ci metto ore ma alla fine devo scrivere quel che penso.
C…
"Che libri leggi?"

"Bè, naturalmente quelli di cucina, libri di ricette.  Ora che non c'è niente da mangiare, quando la sera non riesco a prendere sonno comincio a ripensare a tutte le cose buone che ho mangiato nella mia vita, ed è come se piatti e ciotole grandi e piccole, pietanze di tutti i colori mi sfilino davanti. A dir la verità, ho una memoria spiccata per questo genere di cose, posso ricordarmi di piatti speciali che ho mangiato decine di anni fa e dove li ho mangiati e chi era il cuoco e qual'era il sapore una volta finito il pasto.. Non ridere, quando si mangia bisogna dedicare un'attenzione particolare al gusto finale."






[Foto: La Cucina Psicola(va)bile]





["Vita e Passione di un Gastronomo Cinese" Lu Wenfu]



Insalata cotta e cruda con germogli di lenticchie da "Manuale di Cucina Sentimentale" M.L.

Cecilia, da quando aveva perso il lavoro, si era ingegnata in tutti i modi che poteva e il sabato mattina si recava al Mercato della Terra dove aveva allestito un banchetto molto naïf in cui vendeva la sua mercanzia: piantine di basilico ed erbe aromatiche in vasetti riciclati di marmellate e sottaceti, germogli commestibili di lenticchie, sapone alla lavanda, marmellate di prugne e cannella, fragole e lime, pere e anice, mandarini e chiodi di garofano, biscotti al burro, torta al cioccolato biologico, e meravigliosi e teneri panini al latte che aveva fatto usando il suo panetto: i «panini con Romeo».






INSALATA COTTA E CRUDA con GERMOGLI di LENTICCHIE da CucinaNaturale

120 g di germogli di lenticchie
300 g di zucca
150 g di sedano rapa
4 carote
2 foglie di cavolo broccolo verde ramoso crudo
½ spicchio di aglio
1 limoni, succo
1 ciuffo di prezzemolo tritato
1 rametto di rosmarino
4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
Sale


Mondate la zucca, tagliatela a fette spesse circa 1/2 centimet…

Downton Abbey di Julian Fellowes

Chi non conosce Downton Abbey, fortunata serie tv ambientata nella campagna inglese durante i primi anni del '900?
Quasi nessuno. C'è chi l'adora, io sono tra questi, e chi non la sopporta.
In ogni caso, il successo è stato planetario e qualcuno ha ben pensato di regalare a fan o semplici curiosi una bella versione cartacea. La sceneggiatura della prima serie.






Ci sono dettagli che catturano l'occhio dello spettatore e a volte lo distraggono dai dialoghi. La possibilità di leggere una sceneggiatura, annulla i fattori di disturbo. Ci sono i dialoghi e piccole descrizioni di azioni e interazioni. Prima di ogni scena troviamo indicato il luogo ed eventualmente la stanza o l'ambiente coinvolto nell'azione. Accanto ad alcune scene scorre però una linea tratteggiata. Indica le parti tagliate e mostra come, nella mente dell'autore, l'azione e il dialogo si sarebbero dovuti sviluppare. Ci sono anche delle ricche note a piè di pagina. Indicazioni storiche o pura…

Vicenza. Colpo di fulmine.

Io di questa città mi sono innamorata a prima vista.
Ognuna delle precedenti mi ha lasciato qualcosa.
Un luogo, un momento, un profumo o un piccolo dettaglio.

Vicenza mi ha catturata.
Il culmine è stato passare dalle viuzze rese buie dagli alti e nobili palazzi, all'ariosa meraviglia di Piazza dei Signori. Un colpo d'occhio incredibile. Un insieme di palazzi, portici, chiese, campanili e colonne. Da togliere il fiato. Il sole ha aiutato molto i giochi di luci e ombre catturati nelle fotografie.

Meraviglia.



Stendhal e la Zuppa di Ceci del 4 Novembre

Stasera, al caffè dell'Accademia, il signo Izimbardi mi ha detto:  "Quale prete geniale introdusse a suo tempo l'uso di mangiare i ceci per il 4 novembre, festa di San Carlo?"

Il signor Melchiorre Gioja ritiene che questi ceci siano un'eredità del paganesimo.
[Stendhal "Rome, Naples et Florence" 1817]









Zuppa di ceci alla milanese daTotalità

500 gr di Ceci secchi 150 gr di tempia di maiale 150 gr cotenne di maiale 50 gr lardo 1 cipolla 1 carota 1 gambi di sedano 1 verza o cavolo cappuccio Fette di pane tostato al forno

Mettere a bagno i ceci 24 ore per farli rinvenire.
Bollirli per circa 1 ora.
In una pentola a parte preparare un soffritto con lardo e cipolla tritata.
Unire le cotenne e la tempia di maiale tagliate a pezzi.
Aggiungere le verdure affettate grossolanamente.
Unire i ceci precedentemente lessati.
Portare a termine la cottura fino a quando tutti gli ingredienti saranno belli teneri.
Nei piatti fondi. Disporre le fette di pane tostato e versarvi so…

Marostica. La città degli scacchi.

Marostica è una cittadina cinta da mura.
Sfidano pendenza e gravità e si arrampicano sulla montagnola alle spalle del paese.
Spuntano dalla terra come sulla schiena di un drago ^^

La cittadina è piccola e colorata.
Fiorita e vivace.
Nella piazza principale trovate scacchiere di varie dimensioni.
Quella più grande fa da sfondo alle famose partite di scacchi viventi.



E poi è arrivato l'inverno, anzi no, è ancora autunno anche se non sembra perchè d'improvviso, dopo un ottobre mite e coloratissimo, il cielo si è tinto di grigio e tale è rimasto, mutando solo sfumature: peltro, tempesta con squarcio d'azzurro azzurrissimo contro orli di piombo, acciaio, argento, ferro, platino, risciacquatura di piatti. La temperatura è precipitata, e una mattina Bianca al risveglio ha visto il prato grande sul retro diventato tutto bianco, un bianco ottuso, schiacciato e riflesso dal pallore del cielo, che non mette gioia come la neve ma fa solo pensare al freddo che si proverà una volta là fuori.

["Tentativi di Botanica degli affetti" Beatrice Masini]




Domenica scorsa sono rimasta bloccata con la schiena. Mi sono accorta esattamente dell'attimo in cui il mio corpo, troppo rigido scendendo da uno sgabello, ha fatto crac. Un bruciore si è diffuso nel punto esatto in cui ho sentito dolore. Man mano mi son piegata e ingobbita come una vecchina.…