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"Un paesaggio di ceneri" di Elisabeth Gille




"Sorella" disse, "credo che lei non abbia colto bene la vastità del dramma. Se i genitori di quella bambina erano ebrei, se sono stati deportati ad Auschwitz nelle date che lei mi ha indicato, vale a dire nel corso del 1942, tutto porta a credere che non torneranno."

"Lei pensa che siano trattenuti il Russia?"

"Io penso che siano morti."

"Ma erano... voglio dire, sono giovani, in salute, non vi è motivo che non siano sopravvissuti alla prigionia, anche se le condizioni erano dure come sostengono. Si dice che diverse migliaia di ebrei siano stati deportati. Comunque non saranno morti tutti."

"A quanto sappiamo, ne sono partiti quasi ottantamila, uomini e donne, bambini compresi. Al momento ne sono tornati poco più di duemila. Se diamo credito ai racconti dei sopravvissuti non abbiamo motivo di credere che ne torneranno molti altri."






Elisabeth Gille è la figlia di Irene Nemirowsky.
Autrice russa naturalizzata francese.
Ebrea convertita.
Morta nei campi di concentramento insieme al marito.

Questa di Lea è anche la storia di Elisabeth e di sua sorella Denise.
In quel caso non furono le suore a nasconderle ma una rete di aiuti intessuta dalla madre prima della cattura. La vecchia tata, l'editore Albin Michel e gli amici della casa editrice.

Se avete letto "Mirador" o "Sopravvivere e Vivere", saprete già qualcosa di queste due bambine in cerca dei genitori, in una Francia ostile e antisemita. La loro storia rivive in queste pagine. Dolorosa. Assurda.

Una lettura per non dimenticare e per celebrare il Giorno della Memoria.

Ricordando.






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