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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

To take care.

Prendersi cura di qualcuno.
O qualcosa.
Essere coperta, rifugio, appiglio.
E avere qualcuno che lo sia per noi.
Qualcuno a cui basta uno sguardo per sapere come va.
Qualcuno che ci dica:
"Non ti preoccupare, ci penso io."
Era da tanto che qualcuno non mi diceva questa semplice frase.
Ieri sera mi ha commossa.
Mi sono sentita il peso delle cose tolto dalle spalle.
Per un istante di pace infinita.
La condivisione dei pesi.
Il portare a metà lo zaino pesante.
Il calore di un abbraccio.
La mollezza di un corpo rilassato.
E lui.
Il sorriso sbarazzino tra i ricci spettinati.
Due occhi luminosi stretti in un sorriso
che crea quelle rughette che adoro.
Le mani grandi e calde
ad avvolgere le mie
gelate come sempre.

La felicità che moltiplicata per due vale di più.

Prendetevi cura di chi amate
e lasciate che gli altri si prendano cura di voi
nonostante siate delle dure
indipendenti
cazzutissime
donne
meravigliose.

Ogni tanto ci vuole.
Le barriere abbattute.
Il sorriso sulle labbra.
L…

"La vergine del bordello" di Hubert & Kerascoet

Questa graphicnovel esce dalla mano delle autrici di Bellezza.
I tratti però sono totalmente diversi.
L'ambientazione infatti non è quella della favola, ma quella di una Parigi noir negli anni tra le due guerre.

La protagonista è una ragazza che lavora come domestica in una casa privata, insieme alla sorella.
Dopo aver assistito ad un omicidio ed esser rimasta sola al mondo, trova lavoro, riparo e un luogo sicuro dove indagare, in una delle case chiuse più in voga ed elitarie dell'epoca.






Inizia così una carriera da dominatrice. La vergine sanguinaria. A caccia di un assassino. Si caccerà nei guai. E diventerà lei stessa preda.









Una protagonista deliziosa. Una Parigi piena di fascino. Un mistero da risolvere.





Grazie.

Quando ero piccola, alla fine di ogni anno di asilo ed elementari, c'era in programma la "Festa del Grazie". Degna conclusione di un anno intenso e preludio di mesi spensierati di vacanze.
Lì per lì, l'ho vissuta come una festa piena di canti, spettacoli, balli, amici, cibo e ghiacciolo finale. Io che il ghiacciolo ho iniziato a mangiarlo in età avanzata, perchè prima mi nauseava e dopo due morsi dovevo appiopparlo al primo adulto a portata di mano.
Ho sempre amato questa festa e con maggiore consapevolezza, ho imparato ad apprezzarne il significato ora.

Grazie.

Questa parola corta corta,
dal significato grande,
parola bella da sentire
e ancora più da dire.
Perchè significa
non essere soli
avere qualcuno
da ringraziare
qualcuno che ha pensato a noi,
ci ha aiutati,
ha allungato una mano,
un sorriso,
un abbraccio
o anche solo una faccina telematica
che in quel momento,
il momento perfetto,
quello del bisogno,
della tristezza
o della sfrenata gioia da condividere
è sta…

Giornata contro la violenza sulle donne.

le mie scarpe rosse insieme a tante altre di mille colori perché ogni giorno sia un cammino comune contro ogni violenza sulle donne l'umanità intera e il nostro futuro





Mai sole.




"L'elenco telefonico degli accolli" di Zerocalcare

Zerocalcare mi piace perchè è estremamente autoironico.
Rosicone quanto vuoi, attaccabrighe, procrastinatore ansiotico e divoratore di plum cake,  non si nasconde dietro le solite stupidaggini della serie "sono un'artista" "seguo l'ispirazione del momento.."
no
questo ultimo lavoro è un inno all'essere se stessi, un elogio ai difetti che ci rendno unici
e lo ammiro
perchè si conosce talmente bene da potersi descreivere così dettagliatamente
conosce le proprie potenzialità e le pecche 
non vi pone rimedio 
ma le conosce
e le affronta con incredibile ironia.








I problemi di Zero, i difetti di una generazione intera, quella a cui appartengo anche io, i dubbi che ognuno di noi affronta quotidianamente e le situazioni comiche, assurde e legate ad usi ormai radicati nelle nostre vite.
Tutto questo e molto di più.
Una lente d'ingrandimento su momenti e vissuti.
Risate. Lacrime. Dubbi. Pensieri. Riflessioni. Sorrisi. Vissuti.
È bello leggere Zerocalcare.
Bello sapere c…

potjiekos africana

Quest'anno abbiamo festeggiato il compleanno di mio fratello in montagna. Protagonista assoluta, la pentola per cuocere ottimi stufati, direttamente sul fuoco, proveniente dalla lontana Africa. L'anno scorso, mio fratello ha passato l'estate in una famiglia di Cape Town e successivamente in Botswana, lavorando come volontario, prima nei quartieri disagiati della città e poi in una riserva di elefanti. Ovviamente è stata un'esperienza incredibile e lontanissima da quello a cui siamo abituati nella nostra vita quotidiana qui in Italia, retaggio di quei giorni e dei sapori gustati, è la potjiekos africana e i ricordi che porta con sè.
Per questo compleanno #23 la ricetta scelta è a base di  manzo con verdure e aromatizzata con una birra dal gusto intenso.
Enjoy :)


Farina
Erbe miste
Birra 400ml
Filetto di Manzo a cubetti 1,5kg
Brodo 250ml
Burro
Polpa Pomodoro 1barattolo
Olio
Cipolle medie tagliate a fettine sottili n°2
Fagiolini tagliati n°10
Carote sbucciate e tagliate a cube…
Quante volte in queste grigie giornate autunnali ho distolto lo sguardo dalla pioggia sui vetri e dal malinconico velo di nebbia sui campi in novembre, o la mente dalle parole della persona accanto a me, per riandare con un sorriso a quella cena meravigliosa. Non mi furono certo servite vivande sopraffine, poiché lunghe trattative col cameriere produssero solo due uova; ma me le portarono giù per una ripida serie di scalini fino a un cantuccio tra i faggi in riva al mare, e quella sera non c'era al mondo angolo più delizioso. 

E. Von Arnim Elizabeth a Rügen



Sere d'autunno. Fredde, nebbiose, umide. Sere casalinghe, sotto le coperte, accannto al fuoco. Sere al profumo di legna e caldarroste.
Sere in cui riemergono i ricordi dell'estate. Il sole sul viso, i piedi nella sabbia, il cibo mangiato tra chiacchiere e risate in riva al mare.
Sere che ci fanno attendere con ansia il Natale. Le luci, i giorni di festa, tutti i pranzi e le cene organizzati per incontrarsi e scambiare gio…

"Elizabeth a Rugen" di Elizabeth Von Arnim

Chiunque sia stato a scuola e ricordi ancora ciò che vi ha appreso, sa che Rugen è l'isola più grande della Germania, e che si trova nel Mar Baltico al largo della Pomerania.
E' anche l'isola che ho deciso di girare a piedi quest'estate,  ma non ho trovato nessuno disposto ad accompagnarmi. Camminare è il modo ideale di spostarsi, se si vuol cogliere la natura autentica delle cose. Solo così si è veramente liberi. Se vi muovete con qualunque altro mezzo che non siano i vostri piedi, arriverete sempre troppo presto, e vi perderete le mille piccole delizie che vi attendono lungo la strada.




Elizabeth decide, in barba ad avvertimenti e consigli, di intraprendere l'ennesimo viaggio in solitaria. Come già visto nei libri precedenti, la passione per la solitudine e la contemplazione della natura, sono insiti nel carattere di questa donna risoluta e indipendente che, spesso, rifugge la compagnia di ospiti, amici e familiari, per lidi calmi e solitari.
Questa volta il luogo presce…

"Racconti del defunto Ivan Petrovic" di Aleksandr Puskin

La raccolta si compone di cinque racconti

"Un colpo di pistola"

"La tormenta di neve"

"Il fabbricante di bare"

"Il capostazione della posta"

"La signorina contadina"




Sono cinque storie molto diverse tra loro, in tutte però troviamo quei caratteri tipici della scrittura di Puskin e della narrazione russa in generale. Ognuna viene introdotta da una citazione presa da un autore russo e l'intera raccolta è preceduta da una fittizia corrispondenza tra un editore e l'autore, per autorizzare la pubblicazione di questi racconti trovati. Vi è allegata anche una lettera in cui, un amico del defunto Ivan Petrovic, ne delinea la personalità dedita alla letteratura e il carattere misterioso.

Puskin mette in scena una storia nella storia.




"Irosi Irlandesi" di Terry Deary

Da piccola mi piacevano un sacco i libri della collana "Brutte Storie" (Salani Editore), di alcuni ho un ricordo nitido ma altri si son persi nei meandri della mia testa, quindi mi son detta: perchè non rileggerli tutti!?!
Ho iniziato con gli "Irosi Irlandesi", di cui non ho alcun ricordo passato.

Ecco qualche esempio delle pratiche degne di Brutte Storie perpetrate negli anni dal pacifico popolo dell'isola verde ;)

Non fatevi ingannare dai folletti, hanno sempre con loro una pentola d'oro! Non ve la vorranno dare, si mostreranno stupiti ma non credete ad una sola parola!



Mai fidarsi di un normanno! Di solito tendono a fregarti regno e compagnia bella! Il tutto contornato da morte e devastazione. Una tragedia!

Storicamente parlando sono state pronunciate le scorrettezze più varie su questa verde isola: "San Patrizio scacciò i serpenti dall'Irlanda" "L'Irlanda è sempre coperta dalla nebbia ed è abitata da giganti mangia-uomini" &…

Bram Stoker e l'insalata di granchio

"Sapeva che Bram Stoker ha sognato il suo dracula?" chiese allegro Jean Perdu a un Max che beveva riconoscente il caffè.
"Sognato? dracula? Dove siamo, in transilvania?"
"Sul Canal du Loing, direzione Canal de Briare. Da qui si arriva al Mediterraneo."
Perdu bevve un sorso di caffè. "Ed era stata l'insalata di granchio. Stker aveva mangiato dell'insalata di granchio avariata. Soffrì per buona parte della nottata dei sintomi iniziali di un'intossicazione alimentare e sognò per la prima volta il signore dei vampiri. Ecco da dove arriva la sua profondità creativa.

["Una piccola libreria a Parigi" N.George]






Insalata di granchio di CucinaCorriere
1kg di granchio 1 avocado 3 cipollotti novelli 6 pomodorini sardi 1 mazzetto di coriandolo 1 limone 6 cucchiai di olio evo sale pepe

Lavate i granchi e puliteli accuratamente, eliminando con una spazzola eventuali residui di alghe.
Lessateli in abbondante acqua salata per circa 20 minuti, saranno p…

"Strane creature" di Tracy Chevalier

Noi cacciatori trascorriamo ore e ore,  giorno dopo giorno, davanti al mare, con ogni tempo. Abbiamo le facce scottate dal sole, i capelli arruffati dal vento, gli occhi perennemente strizzati, le dita screpolate. Le nostre scarpe sono bordate di melma e scolorite dall'acqua salmastra. La sera rincasiamo con le vesti sudice e spesso senza aver trovato nulla. Ma siamo pazienti e volenterosi e non ci lasciamo scoraggiare  se ci capita di tornare a casa a mani vuote.




Tracy Chevalier è famosa per aver narrato la storia della ragazza con l'orecchino di perla. Io ho avuto modo di apprezzarla grazie alla storia di una donna forte e coraggiosa nell'America della segregazione razziale e delle praterie sterminate.
L'Ultima fuggitiva racconta un'epoca attraverso le donne che l'hanno vissuta.

Troviamo qualcosa di simile anche in questo libro.
Le protagoniste sono Mary Anning ed Elizabeth Philpot.
Due donne che, all'inizio dell'Ottocento, si trovano alle prese con ritrovamenti sc…

"Dubrovskij" di Aleksandr Puskin

La storia del nobile brigante Dubrovskij è piena di colpi di scena.
Il racconto incalzante, del quale si desidera fortemente conoscere l'epilogo, questa volta lascerà a bocca asciutta gli irriducibili romantici, ma regalerà molte emozioni.

Non manca nulla a questo breve romanzo.
L'amore, l'avventura, le faide famigliari, i soprusi, le ribellioni, il rispetto e la fedeltà incondizionata.
Si profilano diversi strati della società, ognuno con i propri vizi e virtù. Non mancano gli scontri tra mentalità, posizioni sociali e i fraintendimenti che ingarbugliano ancora di più la trama.


Appassionante.