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"Agnes Grey" di Anne Bronte







Anne Bronte è la più piccola delle tre sorelle e forse la meno famosa, nonostante il suo libro, all'epoca della pubblicazione sotto falso nome, sia stato uno dei primi ad essere accettato dagli editori.

La storia è in gran parte autobiografica. 
Anne lavorò come governante in diverse famiglie, trovando spesso ostilità e freddezza, allievi viziati e genitori annoiati e disinteressati; così Agnes si ritroverà in situazioni analoghe che l'aiuteranno a crescere e a leggere i comportamenti degli altri in modo sincero e acuto. Il cuore colmo di desideri, le profonde malinconie affidate solo ai pensieri e la voglia di uno spazio dove accrescere se stessa senza il soffocante giogo dei vizi altrui, la renderanno subito una piacevole compagnia per il lettore.
Agnes è una ragazza assennata e diligente, attaccata alla famiglia e dedita al lavoro, ma come ogni ragazza della sua età, cova in fondo al cuore il desiderio di un amore appagante e gioioso, travolgente ma sicuro. Un amore come quello tra i suoi genitori, mai stanchi di ribadire la propria unica e azzeccatissima scelta.

Il contorno è quello della campagna inglese, popolata da nobili e paesani, lontani dalle scintillanti luci di Londra ma desiderosi di mostrare il proprio potere con sfarzosi balli e banchetti. Lasciate alle spalle le brughiere dell'infanzia, Agnes si ritrova nell'equilibrata piattezza di prati e pascoli, prima di approdare al mare, compagno di meditazione e portatore del tanto sperato amore.

Dicono che in Anne ci sia qualcosa di Jane Austen e forse hanno ragione. Una scrittura molto diversa da quella di Emily e Charlotte, portatrice di tranquillità e speranza.


Una scrittura delicata ma decisa e risoluta nelle scelte della protagonista. 
Piacevole come una passeggiata tra i prati.






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